Merkel: "L'Europa deve poter intervenire nei bilanci nazionali"
Il cancelliere tedesco Angela Merkel, poco prima di partire per Bruxelles per il Consiglio europeo dei capi di stato e di governo dell'Unione europea, ha parlato al Bundestag di Berlino e ha difeso la proposta, già avanzata dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, di affidare al Commissario europeo per gli affari economici un diritto di veto sui bilanci nazionali. "Abbiamo compiuto buoni progressi in materia di rafforzamento della disciplina fiscale con il fiscal Pact - ha affermato la cancelliera in Parlamento - ma siamo dell'avviso, e parlo a nome di tutto il governo tedesco, che potremmo compiere un nuovo passo avanti dando all'Europa veri diritti di intervento nei bilanci nazionali". Leggi Da Monti a Mediobanca, ora fanno breccia le tesi (poco austere) del Fmi di Stefano Cingolani
22 AGO 20

Il cancelliere tedesco Angela Merkel, poco prima di partire per Bruxelles per il Consiglio europeo dei capi di stato e di governo dell'Unione europea, ha parlato al Bundestag di Berlino e ha difeso la proposta, già avanzata dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, di affidare al Commissario europeo per gli affari economici un diritto di veto sui bilanci nazionali. "Abbiamo compiuto buoni progressi in materia di rafforzamento della disciplina fiscale con il fiscal Pact - ha affermato la cancelliera parlando al Bundestag - ma siamo dell'avviso, e parlo a nome di tutto il governo tedesco, che potremmo compiere un nuovo passo avanti dando all'Europa veri diritti di intervento nei bilanci nazionali". La Merkel si è detta consapevole del fatto che molte altre nazioni europee sono ostili a tale idea, ma questo, ha sottolineato,"non cambia il fatto che la sosterremo con forza". Il cancelliere tedesco a Berlino oggi ha anche ribadito che il governo spagnolo di Mariano Rajoy è l'unico che deve decidere se chiedere il piano di salvataggio europeo.
"La Spagna è l'unica che può dire se fare appello al meccanismo europeo di stabilità (ESM), perché ha bisogno di un ulteriore sostegno oltre ai 100.000 milioni di euro offerti alle banche in sofferenza", ha sottolineato la Merkel. "La decisione è solo della Spagna che deve decidere se ha bisogno di aiuto e quanto", ha spiegato la Merkel, ricordando che il rapporto ufficiale sulle esigenze di ricapitalizzazione delle banche spagnole è ben noto. Il cancelliere tedesco ha poi avanzato la proposta di istituire un fondo di solidarietà per sostenere i paesi europei che hanno bisogno di riforme strutturali per superare la crisi. Questo introdurrà, a detta della Merkel "un nuovo elemento di solidarietà" nell'unione monetaria al'unica condizione che, per accedere a questi fondi, gli stati si impegnassero a chiudere gli accordi delle riforme europee vincolanti per aumentare la loro competitività. Inoltre, i parlamenti nazionali dovrebbero approvarlo. Questo nuovo fondo potrebbe essere alimentato dalla tassa prevista sulle transazioni finanziarie. L'utilizzo di tali fondi, inoltre, si tradurrebbe in un aumento della concorrenza.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha poi ribadito davanti al Parlamento tedesco che, nonostante le difficoltà, la Grecia deve restare nella zona euro nell'interesse non solo di Atene, ma di tutti i membri della moneta unica e dell'Unione europea. "Vorrei che la Grecia rimanga nella zona euro", la dichiarazione della cancelliera.
Merkel ha ricordato che il paese ellenico deve svolgere tutte le riforme concordate, sottolineando che i progressi compiuti da Atene e quelli ancora da compiere sono "due facce della medaglia. Il governo greco e molti all'interno dell'economia e della società hanno una forte volontà di cambiare" e ha aggiunto: "Molti stati hanno implementato dure riforme e programmi di aggiustamento per far fronte ai propri specifici problemi. E' anche il caso della Grecia. L'ho visto io stessa durante la mia visita in Grecia della scorsa settimana".
Merkel ha ricordato che il paese ellenico deve svolgere tutte le riforme concordate, sottolineando che i progressi compiuti da Atene e quelli ancora da compiere sono "due facce della medaglia. Il governo greco e molti all'interno dell'economia e della società hanno una forte volontà di cambiare" e ha aggiunto: "Molti stati hanno implementato dure riforme e programmi di aggiustamento per far fronte ai propri specifici problemi. E' anche il caso della Grecia. L'ho visto io stessa durante la mia visita in Grecia della scorsa settimana".
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